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mercoledì, febbraio 27, 2008

175 diretto

Il mese più freddo dell'anno è passato così, sincronizzato il respiro sul battito ritmico dei passi. Un piede dopo l'altro, da una fermata all'altra, da un colloquio all'altro. Ventiminuti per quattro chilometri - imperativa la puntualità. Anticamere e domande cortesi, indiscrete, legittime, furbette. E poi attese per il rientro sui marciapiede, sulle banchine, nelle piazzole.

Facce di gente che va a far compere o va in ufficio. Ragazzi e vecchi, donne e bambini che parlano fra loro e indicano ridendo qualcosa, qualcuno.

Non aver macchina m'arricchisce di questi dettagli, facce, frammenti: incroci brani che vengono da storie complesse. Così, decontestualizzati, sono una trama metropolitana che vale una vita.

- non intendo permetterglielo, non ora
- allora ho chiamato e indovina? Non rispondeva, dapprima
- vieni via di lì, vieni qua da me, che stai meglio
postato da: MaxMem alle ore 22:43 | link | commenti
categorie: personale