La cosità, la tathagata, la suchness, insomma quel quid di indefinibile con precisione ma insieme costitutivo di tutto ciò che fa di una cosa ciò che è e non un'altra - di una persona la persona che è e non un'altra - la cosezza della giornata che ho trascorso mi costringe a fare il conto con queste scelte che considero completamente alternative:
cucinare/mangiareispirarmi e postareleggere newsinserire / postare libriusaticercare una sigla e dopo molti ascolti postarlaleggere e-mail / rispondereleggere blog abituali e/o commenti della giornatasvaccarmi a letto cane sulla pancia e libro in manolo stesso, ma ascoltando radio / guardando film / facendo altro
... (dimentico qualcosa?)
insomma o una cosa o l'altra (o l'altra, l'altra, l'altra ancora, ...).
Dire quale sia la più adeguata al momento, la scelta di minor resistenza, la più naturale o istintiva vi giuro mi è impossibile: il cervello funziona ancora e quindi tende a sbandare in razionalizzazioni - questa è la distanza dal Tao e mi affligge.
Il Responsabile Marketing mi dice intanto di taggare questa confessione da stupido, e cioè (anche) pensieri.